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venerdì 23 novembre 2007

L'ULTIMO CAVALIERE - LA TORRE NERA EP 1


Finalmente ho sfatato un tabù che da troppo tempo mi bloccava la possibilità di entrare, attraverso le parole di Stephen King, in un mondo magico che tanto assomiglia alle mie fantasie più nascoste.Sto parlando della serie della Torre Nera composta da ben 7 libri tutti ristampati dalla Sperling & Kupfer. Il mio vero cruccio, fino ad ora , era stato quello di rifiutare una lettura così tanto complessa e ricca di volumi.In cuor mio sapevo che mi sarebbe piaciuto vivere questa nuova "avventura" ma proprio questa spinta che sentivo dentro, mi poneva dei paletti all'acquisto del primo libro.

Insomma dovevo sentirmi preparato totalmente, non affrettare i tempi e così è stato.Ed ho fatto bene perché sono sicuro che leggere questo primo libro 10 anni fà non mi avrebbe preso del tutto come lo sta facendo adesso.

Sento dentro di me che sta nascendo quell'emozione che pochi altri opere culturali ( dischi, film, libri) portando la storia stessa ad un livello d'approfondimento che spero possa continuare anche dopo la fine della lettura.

Forse esagererò, avendo letto solo il primo libro ( l'Ultimo Cavaliere...), ma il talento visionario di King ha ormai aperto una breccia dentro di me.Adesso andrò più nello specifico della storia(cercando di non svelare elementi troppo determinanti) e darò spazio anche a quelle altre opere da cui a tratto ispirazione lo scrittore.


L'opera è stata scritta in due fasi distinte della vita del dello scrittore: il primo ciclo creativo ( composto dai primi 4 libri) scritto in gioventù , il secondo invece (composto dagli ultimi 3) scritto dopo l'incidente automobilistico che lo stavo rendendo paralizzato ( 1999).Il filo conduttore che lega i 7 libri sono le vicende che riguardano il pistolero Roland di Gilead alla ricerca dell'altra protagonista della storia: La Torre nera. Proprio il mondo descritto e dove si svolge fino ad ora la vicenda è impregnato di elementi mai riscontrati tutti insieme in altri romanzi da me letti: il fantasy, l'horror, il western e la fantascienza.Proprio questa commistione di elementi, potenzialmente pericolosi messi tutti insieme, ha portato una ventata di "epica" alla narrazione, facendomi visualizzare nelle mia mente immagini di altri due capolavori come Il Signore degli Anelli (il libro) e Il Buono il Brutto e il Cattivo.

Da quest'ultimi, lo scrittore, ha preso molta ispirazione(come si evince da una ficcante introduzione aggiunta nella ristampa del 2003).

La trilologia dell' anello è sempre stata un ossessione per l'autore, sia per la potenza narrativa e sia per la sempre verde lotta fra il bene e il male.Invece il film lo rese da subito totalmente affascinato dalle ambientazioni desertiche, dalla drammaticità e dalla caratterizzazione così forte dei protagonisti.

Tutto queste caratteristiche si ritrovano già all'interno del primo libro che da una descrizione del personaggio principale sul suo passato e da una prima chiarimento ( comunque ancora molto vago ) sul motivo per il quale tenta disperatamente di trovare e violare la Torre.
I dialoghi sono quasi sempre azzeccati, e le descrizioni dei combattimenti sono appropriati dando al lettore una sensazione di smarrimento dovuta alla mancata conoscenza di alcuni aspetti fondamentali.Quest'ultimi vengono rilasciati durante il dipanarsi della storia, chiarendo alcuni punti e sviando l'attenzione su altri, ma sempre con molta parsimonia.

Anche questo porta il lettore a "mangiare" le pagine per scoprire, per capire, per trovare anch'esso il motivo di tanto mistero.Personaggi bizzarri, creature pericolose, donne affascinanti e pericolose, bambini provenienti da altri mondi , magia e piombo, sogni cosmici e citazioni di altre opere (e molto altro..) fanno da sfondo al tutto.

In definitiva non incominciate la lettura se non ne siete convinti,perché vi prenderà anima e corpo, lottando accanto a Roland per andare avanti, per scoprire , per dare una risposta......vivendo intensamente, molto intensamente......
ps: Sono usciti in Italia anche la trasposizione in fumetto (Marvel) di alcuni aspetti della vita Roland.Dalle origini fino alla ricerca della torre. Il nome della collana è La nascita del pistolero.

Mcfly

giovedì 15 novembre 2007

60 PAGINE DI CERVELLO..



Secche,veloci,geniali.

Sono questi gli appellativi che più facilmente mi sgorgano dalla mente pensando al penultimo libro letto e che qui analizzerò: "Il Problema Della Cella N° 13".


Questo piccolo romanzo scritto nel 1905 (gli appellativi così galanti sono riferiti alle pagine che compongono l'opera ) da Jacques Futrelle ( 1875-1912) mi ha particolarmente coinvolto.Ma andiamo per gradi.

Intanto bisogna fare una disamina sull'autore.

Nato in Georgia da una famiglia di chiare origini ugonotte, l'autore ha sempre sentito dentro di se la grande spinta creativa nello scrivere e nel vivere l'arte a 360°.


Nei primi anni del '900 di dilettò (anche per affinare il suo stile così conciso e preciso ) nel giornalismo lavorando per testate di valore come il Boston Post, il New York Herald e il Boston American.

Il mestiere del giornalista era solo un ripiego per una grande mente come la sua, sapeva dentro di se che avrebbe potuto osare molto di più, cercando nella sua fantasia e nella sua intelligenza un personaggio da poter far vivere tra carta e inchiostro.


La classica lampadina si accese nel 1905 con la pubblicazione a puntate sul Boston American delle "mirabolanti" avventure del professore Van Dusen, soprannominato "La macchina pensante".

Proprio tra queste avventure andiamo a ritrovare il romanzo che mi ha spinto con tanto impeto a scrivere questo articolo.

"Il problema della cella n° 13" è un racconto (di sole 60 pagine..), ambientato nel carcere di massima sicurezza di Chilsholm, che si basa su una scommessa tanto folle quanto affascinante: La macchina pensante sarebbe stata rinchiusa nell cella n° 13 con l'obbiettivo di uscire entro una settimana solo con l'uso dell'intelletto.


Quest'ultimo è il grande protagonista della vicenda: tutto ruota intorno all'osservazione maniacale di ogni particolare, ai vari depistaggi atti a distogliere l'attenzione dei secondini, alle varie elucubrazioni del protagonista per cercare di scardinare i meccanismi di una prova praticamente impossibile.

Ma il motto del professore, quindi anche dell'autore , è che l'uso dell'intelligenza e una forte dose di perseveranza non possono che portare al superamento di qualsiasi prova.


Tutto è calibrato perfettamente nel romanzo, nulla è fuori posto , gran cura dell'aspetto logico per quanto riguarda la ricerca della soluzione e grande è la cura riposta nell'uso della suspense.

Quest'esordio,all'epoca, fu talmente ben accettato che il giornale decise di assegnare una somma in denaro a chi fosse riuscito a scoprire il più velocemente possibile la soluzione.


Fu un piccolo caso letterario, che l'autore non riuscì a godersi appieno.

Infatti Futrelle cercò nuova ispirazione e nuovi editori nella vecchia Europa.

Dopo poco tempo, preso da una forte nostalgia di casa ( con annessi figli ) decise di ritornare indietro sfruttando la prima , sensazionale , traversata oceanica da parte del Titanic.

Inutile dire come andò....Posso solo menzionare l'immagine ultima vivida negli occhi della sopravvissuta moglie: non più in grado di salvarsi, Futrelle decise di fumarsi una sigaretta sul ponte già inclinato della nave.


Un ultima immagine d'altri tempi che comunque fa capire di che personaggio stiamo parlando.

L'opera è pubblicata dalla Polillo editore.

Fidatevi...Buona lettura.


Mcfly

martedì 6 novembre 2007

UN PICCOLO RAGAZZO TRISTE.....



Ancora una volta mi trovo di fronte un libro che racconta la difficoltà della società a poter crescere un proprio figlio e a farlo inserire nel meccanismo legalitario.


Sto parlando di "Little boy blue" scritto da Edward Bunker(1933_2005) nel 1980 ma uscito in Italia grazie ad Einaudi stile libero big nel 2003.

Bunker nella sua vita ha conosciuto per anni cosa volesse dire entrare e d uscire dal carcere, andando a consumare celle di svariati istituti della California, arrivando persino al famigerato carcere di San Quentin.

Dalla sua "intensa" vita ha tratto forza ed ispirazione andando a scrivere dei must per chi ama il romanzo criminale : Animal factory, Come una bestia feroce , Cane mangia cane , Stark e Educazione di una canaglia. Tra questi c'è il protagonista della mia recensione, considerato uno dei migliori nel suo genere.

Andando più nello specifico il romanzo narra le vicissitudini di Alex Hammond,bambino sballottato per anni (dal 1943 al 1949) tra assistenti sociali, istituti di recupero, piccoli criminali pronti a crescere velocemente e figure perfide e autoritarie.

Il tutto è raccontato come se fossimo su una montagna russa : è un saliscendi di emozioni, andando dalla speranza di una rappacificazione del protagonista con la società e con una vita "normale", allo scendere vertiginosamente verso l'odio contro tutti, contro gli adulti non capaci di comprenderlo appieno, contro l'autorità ( abbracciando in maniera troppo pericolosa la vita criminale della California d'allora).


Le conclusioni che traggo dal tutto sono molteplici ma vorrei concentrarmi solo su due....le più importanti: la casualità che va a determinare una vita....e l'abbandono (da parte delle autorità, ed in questa categoria metto i giudici e responsabili dei carceri minorili) di queste giovani vite al crudele destino. Ogni pagina trasuda la forte sensazione dell'ineluttabilità della vita, della difficoltà insita in ognuno di noi, di uscire dal vortice di negatività in cui stiamo affogando.Gli incontri, le azioni che compie Alex nel periodo citato vanno proprio nella direzione sbagliata con pochissimo margine di correzione.

Ogni qualvolta si avvicina la svolta , per volontà o per fortuna, entrano in gioco i "grandi" ( gli adulti ) che con decisioni affrettate e poco sagge cancellano tutto l'amore immagazzinato con difficoltà dal protagonista.


In definitiva Bunker, con un suo scritto, mi ha di nuovo fatto immedesimare in un altra vita, in un altra dimensione...quindi il giudizio è positivo...ma non del tutto.

L'inizio, diciamo il primo quarto e anche qualcosa in più, mi è sembrato troppo simile alla sua autobiografia( Educazione di una canaglia ). Inutile dire che parte di Alex è parte dello stesso scrittore.Comunque ve lo consiglio, perché pur non essendo un capolavoro, induce a riflessioni interessanti e da approfondire.


Mcfly

domenica 28 ottobre 2007

THE DARK SIDE OF AMERICA


Quella che sto per recensire è un opera che difficilmente si può catalogare come romanzo o noir o qualsiasi altro genere letterario.

Quello che sto per recensire è un opera scritta, ma ancora non del tutto conclusa , talmente complessa e completa da rimanere una scalino sopra a tutto quello che ho precedentemente letto.

Quello che sto per recensire è l'opera che ogni scrittore contemporaneo vorrebbe scrivere.....Ma solo uno ne avuto la possibilità, spinto da talento e dalle vicissitudini avute nella sua vita intensa: colui è James Ellory.

Prima di andare a parlare dell'opera vorrei fare un accenno sulla vita dello scrittore.

James Ellroy è nato a Los Angels il 4 marzo del 1948.Dieci anni più tardi la sua vita fu colpita inesorabilmente da un lutto che si porterà sempre dentro: la morte violenta della madre Geneva ( morta per un pestaggio ) uccisa davanti ai suoi occhi.

Questo fu solo il primo passo verso un adolescenza vissuta sull'orlo di un baratro sempre pronto ad aprirsi sotto i suoi piedi. Abbandonato dal padre, vagabondo e testimone attivo di una città che non fa sconti, consumato dall'uso di droghe, ma grande amante di libri noir e consumatore di molte riviste di cronache nera, James è un altra volta colpito nel cuore, come se alla vicenda della morte della madre non si potesse mettere la parola fine.

Nello stesso quartiere dove lui viveva fu commesso uno degli omicidi più efferati d'America : il caso della "Dalia Nera".

Fu una caso che sconvolse l'opinione pubblica e lo stesso James per anni venne ossessionato nel sonno dalle immagini che violentemente si sovrapponevano sia della madre che dalla Dalia.

Da qui nasce la storia dell'Ellroy scrittore : infatti anni dopo, anche per sconfiggere ricordi brutti e ancorati ad una vita passata, James decise di dar vita alla sua opera più famosa intitolandola con il nome del suo incubo peggiore LA DALIA NERA.

Da questo libro parte una carriera fatta di riconoscimenti importanti ed un successo sempre più importante anche al di fuori degli Stati Uniti.

Ma nella seconda metà dei '90 James attesta la sua arte un pò più in alto di quanto fatto prima.

Nel 1995 e nel 2001 vengono pubblicati i primi due libri di una trilogia ( il terzo è in fase di lavorazione ) usciti con i titoli di "American Tabloid"e "Sei pezzi da mille" in grado di scalare le posizioni nella mia speciale classifica di letture preferite.

Questi libri narrano le vicende di quattro personaggi notevolmente caratterizzati all'interno di un periodo della storia degli Stati uniti che va dal 1958 al 1968.

Kemper Boyd, Pete Bondurant Ward Littel e Wayne Tedrow Jr: sono i grandi protagonisti che agiscono sullo sfondo di grandi cambiamenti sia sociali sia politici sul suolo americano,e vivono in maniera diretta tra i momenti più significativi di quel periodo( la crisi a Cuba, la saga dei Kennedy, l'affermazione del Klu Klux Klan, la singolare collusione tra il miliardario Howard Hughes e le famiglie mafiose etc ).

L'autore inscena un enorme recita drammatica e corale di personaggi reali e frutto della fantasia che entrano in relazione o collisione fra loro per tentare l'acquisizione di più potere possibile. Mafiosi,politici,sindacalisti,prostitute,magnaccia,attori,agenti segreti,avvocati....tutti coinvolti nel bene e soprattuto nel male di una storia che molte volte ci stupisce...ci fa innoridire...ci fa riflettere sul potere delle lobbies e sulla vera natura di un paese da noi preso come spunto per valori fondamentali come libertà e democrazia.

Ellroy, con uno stile ormai super collaudato basato su una scrittura cruda/violenta ma efficace, smonta uno sfondo costruito nel tempo e mette in mostra il lato più oscuro di una generazione che ha cambiato per sempre le sorti di una nazione.

I personaggi, man mano che si scorre con la lettura, acquisiscono potenza narrativa coinvolgendo in prima persona il lettore che si sente tirato dentro l'azione per una e mille volte.Aspetto con l'ansia l'ultima puntata, la chiave che mi farà entrare ancora di più all'interno di meccanismi talmente sofisticati e stratificati che solo pochi scrittori potevano affrontare rendendoli così appassionanti.

Vi consiglio caldamente queste letture...scoprirete con un occhio diverso un altra America..

Mcfly